Festa di San Cataldo 2009

Le celebrazioni del 2009 in onore del Santo Irlandese a Supino -

Disponibile la Statuina e la litografia di San Cataldo

Statuina in polvere di marmo, dipinta a mano ed alta cm 16, realizzata dalla Domus Dei di Roma per il Comitato Festeggiamenti San Cataldo. Nel 2003, sono state realizzate le prime 100 statuine e nel 2005 altre 100 statuine. Di questo genere, non esistono altre statuine, sono le prime in assoluto.

Le litografie sono state realizzate dal pittore frusinate Pietro Spagnoli nel numero di 300 copie, ognuna con il timbro e la firma dell'autore. Il quadro originale con l'immagine di San Cataldo è stato donato al Santuario dallo stesso pittore nel maggio del 2007. Chiunque fosse interessato all'acquisto, può contattare, tramite questo sito alla sezione Contattaci, il Comitato Festeggiamenti San Cataldo

Supino, lineamenti di storia sociale.

La storiografia di Supino è frammentaria e talvolta velleitaria e azzardata. La sua posizione, nella modesta evoluzione della cultura della Pentapoli lepina (Ceccano, Parica, Supino, Morolo e Sgurgola) è sfuggente e nebulosa, a causa della dispersione degli archivi e della sua posizione decentrata, rispeto alle grandi direzioni del traffico della via Latina (oggi Casilina) con le sue correnti di Storia.

Abbiamo allora deciso di ricostruire la sua vicenda umana e morale sulla scorta dei documenti urbanistici, archeologici più significativi, esattamente come ha fatto nel secolo scorso Gregorovius, il celebre storico innamorato della Ciociaria eroica e saturnia, il Latium Vetus. Il documento più antico nel territorio, precedente e precursore della Supino medievale, il parco archeologico compreso tra la radice della via Sant’Anna, la via Morolense e la grande fontana pubblica di Privito (Amministrazione Schietroma). Si tratta dei reperti, di sorprendente valore artistico, di una Domus Culta di vaste proporzioni.

Ipocausti quindi zona termale e sepolture fittili più tarde offrono un ensamble archeologico di sui la rilevanza stilistica va ben oltre il limite locale, appartato e ridotto. La stazione si data al primo secolo dopo Cristo. La zona sinora esplorata è chiaramente dedicata alla funzione termale (ipocausti e mosaici acquatici) in un contesto favorito dalla prossimità del fiume Tolerus (oggi, il Sacco) e le grandi sorgenti utilizzate, a fine Ottocento, per la fontana pubblica di Privito.

Documento successivo in ordine cronologico è il presidio di tombe arcaiche, disseminate sui fianchi lepini, sulla via di Patrica (via degli Austriaci), ma molto vicino a Supino. I solenni, misteriosi massi erratici di tufo presentano incisioni regolari e ricorrenti. Si possono datare al settimo secolo dopo Cristo, in periodo tardo lonobardo e pre-carolingio, quindi collocate alle soglie dell’alto Medioevo. Per la prima volta tali barbariche testimonianze vengono presentate alla coscienza pubblica, per la prima volta sistemate in un momento storico di interazione con le scoperte corrispondenti in territorio da noi molto remoto, con reperti del tutto apparentati (zona alpina e pendici ladine) e stimati come documenti della cultura funeraria longobarda. La nascita di Supino, come centro moderno, si colloca alla fine del secolo undicesimo e agli inizi del secolo successivo.

Due sono gli attestati autorevoli del battesimo sociale di Supino: il Castello (la Torre), sigillo e vigile minaccioso dei Conti de Supino, di carattere militare, con fondazioni di mura e torri più in basso, sui finachi del M. Ciulluzzo.

Il Castello, collegato con le opere similari del Monte Cacume e di Monte Acuto, fu la residenza dei Conti de Supino, apparentati con i de Ceccano e, al pari di questi; bei tipi di mascalzoni, ribaldi attaccabrighe e spietati; tutte le buone qualità richieste dalla stessa spietatezza dei tempi. Ma coraggiosi e abili soldati. Nella lotta contro gli oppidi comitali di Campagna, il papa Onorio II fece assaltare la fortezza di Supino. Ma leggiamo il “Cronichon Fossae Novae”, all’anno 1127: “...Honorius papa venit super Supinum et, plurimis interfectis, cum dedecore reversi sunt Romam” (...il Papa Onorio si avventò sopra Supino, ma, con parecchie perdite, se ne tornarono a Roma con disonore).

Quindi l’esistenza del Castello militare è dimostrata dal 1127. Con il pontificato di Giulio II della Rovere, subentra al Castello, e all’amministrazione della comunità, Fabrizio Colonna, il padre di Vittoria, la donna soave e impetuosa, la poetessa amata da Michelangelo. La dinastia fu accanitamente anti-pontificia, retriva e corporativa, appunto “dinastica”, padrona ottusa del feudo di Supino, di costruzioni tiranniche, alleata da sempre della Francia, che nei secoli ha devastato interamente le contrade della Ciociaria (Colonna, Nogaret, Rinaldo di Supino e la violenza a papa Bonifacio VIII, Anagni 1303).

Il secondo presidio nella maieutica della fondazione di Supino è la Chiesa di Santo Paolo. Di questa arcaica costruzione romanica, restano modeste affermazioni, inglobate nella struttura di una abitazione con giardini, appunto nell’antico quartiere di Santo Paolo; il più antico e venerando di Supino, in uno stile gotico-cistercense, collegato e affiliato alle celebri abbazie di Casamari, Fossanova, Valvisciolo (Vallis Lusciniae, valle dell’Usignolo), ma anche a Santa Maria Maggiore di Ferentino, la Ecclesia-Flos, la chiesa-Fiore.

L’abitato di Supino si irradia da Santo Paolo, si propaga alla Loia (Loggia), alla via del Monte, via di Papa Giulio (Giulio II della Rovere), per creare e affermare una piccola città dalle carattristiche inimitabili, borgo sottile e impavido, nastriforme e tenace, laterlamente pensile sulle sue rocce (la Rava), progettato come evoluzione ed espansione del Castrum colonnese. All’inizio del Cinquecento l’abitato procede vers il basso, cioè si affranca dal Castello: acquisisce una statura comunale e municipale, attestata da alcune date ancora leggibili. Sul palazzo-Rama, nella “Piazza”, con la data del 1506 e, sulla facciata della ex Casa-Ruzza, la finestra rinascimentale superstite.

La fondazione cinquecentesca delle Chiese di Santa Maria e San Nicola, con le loro affollate Confraternite, asseconda e promuove una energica espandione sociale. È il momento nel quale Supino fu sede din un Vescovado e vide il fiorire di una urbanistica monumentale, l’assetto giuridico e morale di uno Statuto, che merita più di una citazione. Facciamo riferimento all’edizione del 1537, sotto il pontificato di Clemente VII, Medici (il papa del Sacco di Roma, 1527). “Infrascripta sunt Statuta Castr et Universitatis Supini”, tale è l’incipit del Decreto papale che elargisce uno Statuto “ad honorem” di Ascanio Colonna.

Cose da fare a San Cataldo Vescov

San Cataldo è una figura religiosa di notevole importanza per quanto riguarda la storia ecclesiastica italiana. Eppure le sue origini non sono affatto italiane! Questo santo, infatti, nasce in Irlanda intorno al 610-620 e si trasferisce nel nostro Bel paese divenendo poi vescovo di Taranto, in Puglia. Particolarmente apprezzato per la sua opera di evangelizzazione e per l’aiuto continuamente offerto a poveri e bisognosi, la sua statua viene tutt’oggi venerata nel comune di Supino, comune vivace e ricco di offerte paesaggistiche e itinerari tutti da scoprire.

Per festeggiare il santo ogni anno si organizza una processione accompagnata dalla musica della banda, mentre la folla riunita nelle stradine e nella piazza della città accorre rapidamente per riuscire a salutare e vedere la statua del santo. L’aria si riempie di solennità, melodie, banchetti, canti ed eventi creati apposta per l’occasione. Gli appassionati di storia e natura saranno contenti di passeggiare fra le vie del centro e scattare qualche fotografia al paesaggio che li circonda. Un soggiorno tranquillo, all’insegna della comodità e del confort, adatto sia a gruppi che a famiglie è ciò che Supino ha in serbo per voi.

Altra raccomandazione è quella di visitare ed esplorare il territorio facendosi un bel giro in bicicletta e lasciandosi guidare dai consigli della gente del posto, soprattutto in merito a sentieri e cammini più adeguati per il trekking. Potreste ammirare le meraviglie di questo borgo in compagnia delle persone care e fare loro da guida durante la vostra visita turistica. Amici, parenti, fidanzati, accompagnatrici dal http://www.escortforumit.xxx , saranno contenti di ascoltare curiosità, storie e spiegazioni che interessano i principali siti di interesse di questo paesino.

Per i fedeli e le persone che cercano un ambiente intimo e tranquillo, anche per riuscire a riflettere su stessi e sulla propria vita, questo è una meta ideale, dove la fede religiosa si fa più intensa e abbraccia tutti coloro che vengono a farle visita. E non dimenticate che ogni volta che si vuole scoprire le radici di un posto è necessario assaggiare alcune delle sue specialità enogastronomiche e conoscere la sua realtà culinaria. In questa località consigliamo dunque di assaporare formaggi tipici come il pecorino ciociaro e la scamorza appassita, oppure salumi e carni di produzione locale come la corallina romana e la salsiccia secca di suino.

Manicaretti deliziosi che vi faranno aver voglia di tornare presto in questo bel borgo. Ricordiamo inoltre che Supino è ben collegata ai paesi limitrofi sia con i mezzi di trasporto che per via stradale; una visita completa dei suoi dintorni, facendo sosta a punti di interesse come l’abbazia situata nel centro storico del comune di Ferentino, o la via Francigena, uno dei più antichi e importanti collegamenti d’Italia, soprattutto utilizzata da commercianti e pellegrini, renderà la vostra esperienza di viaggio ancora più ricca. Supino e le sue tradizionali sagre e festività sono pronte ad accogliervi e farvi conoscere abitudini, specialità culinarie e monumenti storico-religiosi davvero incredibili.

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